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Mare inquinato a Salerno: batteri alla foce del Fuorni, l’Arpac sconsiglia i tuffi Attualità zonarcs 

Mare inquinato a Salerno: batteri alla foce del Fuorni, l’Arpac sconsiglia i tuffi



Se nell’area del ripascimento fra Pastena e Torrione le elevate quantità di cariche batteriche erano state individuate nel materiale di cava usato per rifare la spiaggia, per il litorale a sud del porto Marina d’Arechi il problema è direttamente nelle acque. L’Arpac ha infatti rilevato un’elevata carica batterica – ben oltre i parametri fissati dalle normative europee – e la balneazione in quel tratto di mare è ora ufficialmente “sconsigliata”.

Gli ultimi rilievi effettuati dai tecnici dell’Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale hanno riscontrato una presenza superiore al limite tollerato di Escherichia coli, l’indicatore primario di contaminazione fecale di origine umana o animale a breve termine.

Si tratta esattamente della stessa tipologia di batteri rintracciata in alcuni punti della sabbia di Universo Beach, a Torrione. Eppure, nonostante l’area sia stata interdetta (sia per ragioni sanitarie che per le indagini comunali sui materiali d’appalto e sulle scogliere), nelle ultime ore si sono rivisti i bagnanti, incuranti dei divieti, che hanno reso necessario un nuovo intervento della Polizia Municipale.

Balneazione sconsigliata, ma l’ordinanza spetta al Comune

Nel caso del tratto di mare compreso tra la zona a sud del Marina d’Arechi e il confine nord dell’area Foce Fuorni, la balneabilità è al momento fortemente sconsigliata dall’Arpac. Non c’è ancora un divieto di balneazione formale poiché, come ricorda la stessa Agenzia in base alla normativa in vigore, «le ordinanze relative ai divieti di balneazione e alla revoca sono di esclusiva competenza delle amministrazioni comunali».

Le cause dell’inquinamento secondo l’Arpac

Ma cosa ha provocato questo picco di batteri? L’Agenzia regionale ha individuato diverse possibili cause di contaminazione:

  • Scarichi nel Picentino: Il trattamento delle acque reflue urbane con il recapito finale dei liquidi trattati direttamente nel fiume Picentino.
  • Forti piogge e rete fognaria: In caso di precipitazioni intense, si attivano lungo tutto il litorale cittadino gli sfiori dell’intera rete fognaria, i quali scaricano a loro volta nel Picentino.
  • Ostruzione alla stazione “Fuorni”: Un’altra potenziale causa è legata alla stazione di sollevamento “Fuorni”. Il manufatto di sfioro è costituito da una tubazione che sbocca alla foce, ma da alcuni anni risulta ostruito, probabilmente a causa dell’innalzamento del fondale del fiume.
  • Impianto di depurazione: Infine, l’Arpac segnala l’impatto potenziale dello «sfioro di emergenza dell’impianto di depurazione».

Da una parte, dunque, una tubazione ostruita; dall’altra, la presenza di scarichi idrici d’emergenza. Un mix di fattori infrastrutturali critici che sta determinando l’aumento della carica batterica, mettendo a serio rischio la stagione balneare in quel quadrante della città.

 

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